NUTRIGENETICA: scienza di ultima generazione, concentra lo sguardo  proprio sul singolo individuo e sulle sue peculiari caratteristiche genetiche relazionandole alla sua alimentazione, al proprio metabolismo, alle predisposizioni individuali e all’ambiente in cui vive; nello specifico si occupa  di individuare quelle piccole variazioni genetiche caratteristiche di ognuno (SNPs) che possono tradursi in risposte “errate” dell’organismo in seguito all’introduzione di determinati alimenti o sostanze.
Geni che possiamo indagare con il test:

Vitamina B e acido folico: Gene che codifica per enzimi coinvolti nel metabolismo e nell’utilizzo dell’acido folico e delle vitamine B6 e B12. Ruolo centrale nella sintesi del DNA e nella metilazione. Mutazioni possono portare ad una attività enzimatica ridotta, associata ad un aumento dei livelli di omocisteina nel plasma, con rischio di patologie di tipo cardiovascolare.

Vitamina D e salute dell’osso: Gene che codifica per il recettore della vitamina D, influenzando la produzione di diverse proteine, alcune di queste coinvolte nell’utilizzo del calcio. La Vitamina D promuove l’assorbimento intestinale e renale del calcio ed è indispensabile per lo sviluppo ed il mantenimento della massa ossea.

Intolleranza a lattosio: Gene che codifica per la lattasi, che scinde il lattosio in glucosio e galattosio. Solo quando il lattosio verrà scisso, potrà essere assorbito a livello gastrointestinale. L’incapacità di digerire il lattosio è data dalla mancanza totale o parziale dell’enzima lattasi.
Predisposizione a celiachia Le proteine coinvolte nella risposta del sistema immunitario agli antigeni sono coinvolti nel meccanismo che determina l’insorgere della celiachia. Testando questi geni si può determinare la predisposizione a sviluppare la malattia celiaca. In caso di predisposizione negativa si riduce moltissimo la possibilità di sviluppare celiachia (meno di 1/200).

Infiammazione sistemica: Geni che codificano per citochine pro-infiammatorie, coinvolte nella regolazione della risposta. Si testano questi geni alla ricerca di mutazioni che influenzano la produzione di citochine, predisponendo a reazioni troppo forti o non necessarie.

Antiossidanti: Geni che codificano per un enzima che rappresenta la prima linea di difesa delle cellule contro i radicali liberi (ROS), catalizzando la dismutazione del superossido in ossigeno ed acqua ossigenata rimuovendo i ROS all’origine. I ROS, sono molecole tossiche capaci d’indurre un danno ossidativo alle molecole biologiche e sono responsabili di alcune condizioni patologiche e dell’invecchiamento della pelle. Si ricercano polimorfismi che espongono ad un maggior accumulo di ROS.

Pressione sangugna, sensibilità al sale e sensibilità insulinica: Gene che codifica per l’enzima convertitore dell’angiotensina, che gioca un ruolo chiave nel mantenimento dell’omeostasi cardiovascolare regolando la vasocostrizione e la vasodilatazione. Inoltre il gene ACE è legato alla sensibilità insulinica influenzando l’effetto dei carboidrati raffinati sulla glicemia.

Metabolismo del glucosio e produzione insulinica: PPARG codifica un fattore di trascrizione che influenza i livelli di glucosio e di insulina nel sangue. Il polimorfismo ricercato influenza l’espressione del gene sulla quantità di fattore di trascrizione prodotto. TCF7L2 codifica per un fattore di trascrizione, regolando l’espressione di geni coinvolti nel metabolismo degli zuccheri. Ruolo chiave nello sviluppo delle isole del Langerhans del pancreas. I polimorfismi riducono la capacità delle cellule beta di secernere insulina. Le medesime varianti sono state anche associate a un aumento del rischio di sviluppare diabete di tipo II se confrontate con la forma ottimale del gene. Similmente le donne che presentano queste varianti hanno una maggior probabilità di incorrere nel diabete gestazionale.

Sensibilità ai grassi e colesterolo: Gene che codifica per un enzima associato alla quantità di massa grassa e al rischio di obesità. Altamente espresso in regioni ipotalamiche importanti per lo stimolo dell’appetito, agisce come interruttore di altri geni: tale azione regolatrice sembra essere a sua volta influenzata dall’alimentazione e dal digiuno. La mutazione ricercata espone ad aumentata sensibilità ai grassi saturi. ADRB2 codifica per un recettore coinvolto nella mobilitazione del grasso. La variante sfavorevole riduce la capacità di smaltire il grasso in eccesso con l’attività fisica e ne favorisce il riacquisto di peso dopo la dieta. LPL codifica per un enzima che idrolizza i trigliceridi contenuti nelle lipoproteine liberando acidi grassi. Variazioni a livello di questo gene possono provocare una diminuzione del colesterolo HDL, un aumento dei livelli di trigliceridi nel sangue, aumentando il rischio di insorgenza di patologie di tipo cardiovascolare.