Nel nostro paese negli ultimi anni si sta diffondendo un problema che coinvolge ormai milioni di persone: circa un italiano su tre è in sovrappeso mentre uno su dieci è obeso. In pratica in Italia attualmente ci sono 4 milioni di individui con obesità conclamata (si parla del 9% della popolazione adulta con una leggera prevalenza per gli uomini rispetto alle donne) e 16 milioni in una condizione si sovrappeso , questi dati fortunatamente sono confortanti se confrontati con le statistiche di obesità e sovrappeso riferite alle popolazioni degli altri stati europei; ma sono comunque allarmanti, mostrando negli ultimi anni un aumento progressivo di tale fenomeno di circa il 20-25%. Tuttavia il dato che più preoccupa è la notevole diffusione del fenomeno tra i più giovani, sempre in Italia su 100 bambini almeno 24 sono in sovrappeso e 12 soffrono di obesità.
Le cause del fenomeno? Consumo eccessivo di cibo, poco movimento, ritmi di vita frenetici e la distribuzione di cibo spazzatura capace di apportare grandi quantità di calorie (alimenti ricchi di zuccheri e grassi saturi) ma pochi elementi salutari come vitamine, antiossidanti ecc .
L’OMS definisce l’obesità come una condizione caratterizzata da eccessivo peso corporeo per accumulo di tessuto adiposo (grasso), in misura tale da influire negativamente sullo stato di salute.
Il problema dell’aumento di peso spesso viene considerato solo da un punto di vista estetico, ma essere obesi o in sovrappeso comporta prima di tutto gravi rischi per la salute, poiché si è maggiormente esposti a patologie quali il diabete, le malattie cardiovascolari (ipertensione, infarto, aterosclerosi ecc), respiratorie e inoltre ad alcuni tipi di cancro; a conferma di ciò basti pensare che negli Stati Uniti, patria del fastfood, l’obesità è considerata la seconda causa di morte dopo il fumo.
A tal proposito cosa dice la ricerca scientifica sui fattori che influenzano il peso corporeo? Le cause che portano all’aumento di peso sono diverse, l’obesità è una patologia ad origine multifattoriale e spesso risulta difficile distinguere quanto e quali fattori incidano sul problema. Sicuramente un ruolo fondamentale è svolto dai fattori genetici, è stato infatti osservato come in famiglie dove compare l’obesità è più facile che ci siano bambini con lo stesso problema (si stima che l’ereditarietà incida sul peso corporeo per il 30 % circa), è anche vero però che questi bambini vivendo in un ambiente che adotta cattive abitudini alimentari si avvicinino al cibo con gli stessi scorretti comportamenti dei propri familiari. Questo fattore ambientale legato alle abitudini di vita di chi ci circonda, può essere poi allargato a livello socio-culturale: si può osservare come i modelli alimentari proposti dalle società occidentali, purtroppo schiave di ritmi di vita e lavorativi serrati, impongano pasti di rapido consumo, facile preparazione e conservazione che inevitabilmente coincidono con alimenti poco salutari ricchi di salse grasse, conservanti e coloranti.
Per migliaia di anni l’uomo ha adottato uno stile alimentare a dir poco frugale, in condizioni così difficili l’evoluzione ci ha portato allo sviluppo di una serie di meccanismi in grado di trarre il massimo ed immagazzinare tutto ciò che si poteva da ciò che veniva consumato. Oggi la sovrabbondanza di cibo ci spinge dunque a consumare più di quanto in realtà avremmo bisogno dunque il surplus calorico è convertito fisiologicamente dal nostro organismo in riserva energetica sottoforma di grasso. Il nostro organismo “ragiona” sempre allo stesso modo ecco quindi che le nostre “peggiorate” abitudini (sovra-alimentazione e sedentarietà ) hanno una forte incidenza sullo sviluppo di questa problematica.
Quali consigli allora contro l’aumento di peso? Per riuscire a combattere il sovrappeso e l’obesità in realtà non bisogna pensare a diete restrittive “tristi” e spesso impossibili da seguire o utilizzare pericolose scorciatoie chirurgiche o farmacologiche (a meno che la gravità della situazione non le necessiti) ma più che altro dovremmo modificare il nostro stile di vita in ragione di un corretto stile alimentare, facendo attenzione a cosa si mangia, come lo si cucina, in che quantità viene assunto senza tralasciare la fondamentale attività fisica. In Italia, fino a qualche ventennio fa era preponderante uno stile alimentare che seguiva la cosiddetta dieta mediterranea che fra l’altro è stata riconosciuta patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO, questo regime alimentare è stato ed è tuttora considerato dagli scienziati il più virtuoso tra gli stili di vita alimentare per il benessere che garantisce alle persone, basandosi su un regime ricco e bilanciato di alimenti. In particolare, questo modello tende a privilegiare alcuni ingredienti: cereali, verdura e frutta, olio d’oliva e legumi, e in misura più ridotta pesce, carni e formaggi.
Potremmo concludere affermando che la ricetta contro il crescente fenomeno dell’obesità e del sovrappeso in realtà sia più semplice di quanto si possa pensare ovvero tornare alle abitudini di un tempo quando sulle tavole verdura e frutta fresca di stagione erano la pietanza principale, i cibi conservati o precotti erano praticamente inesistenti si consumavano solo alimenti freschi o conservati con metodi naturali senza tralasciare ovviamente l’esercizio fisico necessario e fondamentale per un corretto equilibrio psicofisico.

Dott. Alessio Dini